Notizie random su mondialità e pace, consumo critico e consapevole, diritti negati, ambiente, noprofit, internet e cultura digitale, letteratura. Non necessariamente in questo ordine.
Questo post è dedicato al linguaggio, parlato e scritto.Le parole sono importanti, con esse non ci limitiamo a comunicare, ma creiamo la realtà. Per questo, credo sia di fondamentale importanza
prestare tutti e tutte attenzione alle parole che usiamo. Si dice sempre che le parole sono pietre, che possono ferire più della spada e così via. poi però non ci si fa alcuno scrupolo e si
insulta, si urla, si cambia il significato a tante parole (guerre umanitarie, bombe intelligenti e così via). Io credo che Rivoluzione Civile dovrebbe assumersi il compito di presentarsi con un
linguaggio altro e alto: un linguaggio disarmato, dove non ci sia più posto per termini negativi, per battaglie, lotte e simili. Un linguaggio uguale a quello
prospettato da Roberto Benigni quando ha presentato la nostra Costituzione.
Un linguaggio positivo e propositivo, che sproni le persone, che parli dicostruire, lavorare per, interagiree non aumenti inutilmente rabbia, rancore e sentimenti negativi già tanto diffusi. Conosciamo tutti la situazione del nostro Paese e urlare, insultare,
offendere non ci aiuterà a fare una Rivoluzione Civile, ma non farà che esacerbare gli animi ancora di più. Molti concetti non hanno termini positivi che li esprimano ed è difficile, dopo una
vita in cui ci si esprime con: "Facciamo una lotta per... la nostra battaglia contro...", trovare terminialtri (lavoriamo per... intendiamo costruire...
proponiamo...), ma è anche una sfida che dobbiamo raccogliere e portare avanti se vogliamo che un linguaggio civile.