Dopo il disastro della scorsa settimana (finora si sono contati 339 morti), stanotte altri due barconi sono affondati: uno vicino alle coste lampedusane, l'altro vicino alle coste egiziane. La matematica provvisoria ci dice che il barcone affondato vicino a Lampedusa ha prodotto finora 34 morti e quello affondato vicino alle coste egiziane 12. È importante ribadire con forza che chi fugge via mare è una persona che scappa da situazioni di guerra e quindi ha diritto alla protezione internazionale come stabiliscono tutte le leggi ed i trattati internazionali. Non si tratta di un numero enorme di persone e saremmo in grado di aiutarle tutte se solo lo decidessimo. Basterebbe spostare all'accoglienza dei rifugiati i soldi destinati all'agenzia Frontex (che serve a pattugliare le coste e a impedire ai migranti in fuga di avvicinarsi). L'inasprimento dei pattugliamenti non farà altro che aumentare i rischi di ulteriori morti, in quanto i migrati in fuga non si fermeranno certo davanti a questo, ma sceglieranno altre rotte, più pericolose. Ecco quindi che è di fondamentale importanza aprire corridoi umanitari che permettano a chi vuole chiedere l'asilo politico in Europa, di farlo senza correre il pericolo di un viaggio in barconi vecchi e pericolosi.
Ma fate in fretta, però, non c'è più tempo!
Qui sotto alcune riflessioni pubblicate su Facebook dal Professor Fulvio Vassallo Paleologo, docente di diritto all'università di Palermo e membro del direttivo Asgi (Assocuazione Studi Giuridici Immigrazione).
La Reuters conferma l'ennesima strage dell'immigrazione davanti alle coste egiziane, Ci sono altre dodici vittime, probabilmente siriani.
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